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Afghanistan – Fine della missione olandese
  d21

I Paesi Bassi non hanno rinnovato il proprio impegno nella missione Isaf in Afghanistan. Nonostante la Nato avesse chiesto la proroga di un anno, fino all´agosto 2011, l´Olanda ha deciso di lasciare.

 

La missione dei Paesi Bassi in Afghanistan è stata più volte indicata sulla scena internazionale come esempio positivo di realizzazione di obiettivi e soddisfazione delle forze militari per gli importanti risultati raggiunti. Nel corso di una conferenza stampa a l´Aja, il generale Peter van Uhm, comandante delle forze armate olandesi, si è detto "orgoglioso dei risultati raggiunti" e ha ricordato il contributo in termini di vite umane dal 2006 al 2010: 24 soldati sono morti in missione. I 1950 militari di stanza nella provincia di Uruzgan, una zona del sud in cui l´attività dei talebani è particolarmente violenta, hanno contribuito ad offrire alla popolazione un ambiente di vita relativamente sicuro, assistenza sanitaria, istruzione e commercio. Gli olandesi hanno anche sostenuto la costruzione di una strada asfaltata tra Tarin Kowt e Chora, le due città più popolose di Uruzgan, e la formazione militare di 3mila soldati afghani. La missione, costata alle casse olandesi 1miliardo e 400mila euro, ha portato all´aumento delle Ong attive nella zona da 6 a 50, il numero delle scuole, raddoppiato dal 2006, è oggi di 179. L´approccio olandese, denominato 3D (Development-Diplomacy-Defence) guadagnò lo scorso anno il plauso del Presidente degli Stati Uniti che lo definì "uno dei più notevoli". Le truppe olandesi saranno sostituite da militari provenienti da Stati Uniti, Australia, Singapore e Slovacchia. Il Presidente afghano Hamid Karzai, ha telefonato al premier olandese per ringraziarlo del contributo militare impiegato in questi quattro anni.

(29 Lug 2010)

     

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