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Siria e Libano si incontrano dopo 5 anni

L´emiro del Qatar, lo sceicco Hamad Ben Khalifa al-Thani li raggiungerà a fine giornata per una riunione a quattro. E´ la prima volta dopo cinque anni che Siria e Libano si incontrano. Questo vertice è destinato a rimanere nella storia e rappresenta il tentativo di dissipare i timori di nuove recrudescenze di violenza in Libano. La stabilità del Libano è considerata obiettivo prioritario. Le truppe siriane avevano precipitosamente lasciato il Libano sulla scia dell´assassinio dell´ex-primo ministro libanese Rafic Hariri, avvenuto il 14 febbraio 2005, di cui la Siria fu subito sospettata essere il mandante. Il presidente siriano, dal canto suo, ha sempre smentito le accuse. Hassan Nasrallah, capo del Partito di Dio Hezbollah, agita le acque ventilando la possibilità che alcuni membri del suo movimento possano essere chiamati in causa dal tribunale entro la fine dell´anno. Di questa eventualità lo avrebbe informato il Primo Ministro Saad Hariri in persona. Tale possibilità appare come una minaccia di nuovi abusi di autorità su Beirut. Gli analisti temono che i sospetti su Hezbollah possano portare nuove violenze a sfondo religioso tra sciiti e sunniti dalle conseguenze imprevedibili per il Libano. La tensione è anche alimentata dal timore di nuovi scontri con Israele, sullo sfondo di una crisi nucleare iraniana. L´obiettivo del vertice arabo è evitare ogni escalation e lavorare per la stabilità del Libano. Bashar el-Assad si recherà a Beirut a bordo dell´aereo del monarca saudita che, prima di recarsi a Damasco, era al Cairo. Lo scenario è simbolico perché evoca la normalizzazione delle relazioni tra Siria e Libano inaugurata a dicembre 2008 con la visita di Saad Hariri a Damasco. In questo modo, il re Abdallah accetta ufficialmente il ristabilimento dell´influenza siriana in Libano, con la speranza che essa possa contenere Hezbollah. L´accordo saudo-siriano supera il quadro puramente libanese per includere le questioni irachena, palestinese e yemenita. E´ importante per l´Arabia integrare il Libano in un processo arabo, tanto più nella prospettiva di un braccio di ferro con l´Iran. Bashar el-Assad è il nuovo arbitro della scena libanese, incaricato di limitare l´influenza iraniana e di sostenere il ruolo della Siria nella gestione della complessa situazione libanese, arginando nel contempo Hezbollah. Barak Obama, nel suo discorso di oggi al Congresso, ha annunciato l´intenzione di rinnovare per un altro anno lo stato di emergenza in Libano, promulgato nel 2007 e in scadenza il 1° agosto, con il congelamento totale dei beni di chiunque conduca azioni atte a minarne la stabilità, citando in particolare il traferimento di armi sempre più sofisticate in favore di Hezbollah. “Indebolire la sovranità del Libano - ha detto Obama – contribuisce all´instabilità politica ed economica della regione e rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti”. Come se non bastasse, a fine settembre si pronuncerà il Tribunale Speciale per il Libano sul reato di spionaggio contestato ad alcuni impiegati di telefonia mobile infedeli accusati di passare informazioni riservate ad Israele. Due impiegati sono stati arrestati nelle scorse settimane. Se il tribunale confermerà le accuse, rischiano la pena di morte. Molti nomi legati ad Hezbollah potrebbero venir fuori. Come pubblicato nella primavera del 2009 dal quotidiano Le Figaro e ripreso dal tedesco Der Spiegel, la pista sciita nell´assassinio del premier libanese è più che un sospetto. Un membro del servizio di sicurezza di Hezbollah avrebbe acquistato otto telefoni cellulari lo stesso giorno a Tripoli, attivati sei settimane prima dell´attentato e poi più utilizzati. Dopo l´attentato, l´esponente di Hezbollah è praticamente sparito. I portatili hanno contattato 20 altri telefoni appartenuti a persone vicine a Hezbollah. Hassan Nasrallah ha affermato che “è ormai chiaro, agli occhi dei cittadini e dei responsabili libanesi, che Israele esercita un controllo totale sulla telefonia mobile e fissa libanese e su Internet. Grazie a questo controllo ottengono numerose informazioni. L´infiltrazione di agenti israeliani nelle telecomunicazioni avrà ripercussioni dirette sull´inchiesta del Tribunale speciale per il Libano. Gli israeliani hanno montato un atto d´accusa fabbricato per mettere sotto accusa Hezbollah”. Nasrallah punta dunque a screditare l´intera inchiesta e soprattutto la pista sciita nata dalle indagini delle Forze di Sicurezza Interna (FSI) vicine ad Hariri. La scorsa settimana è tornato alla carica, chiedendo che i dossier degli spioni pro-Israele siano trasmessi alle Nazioni Unite e discussi al Consiglio di Sicurezza. Il tentativo di coinvolgere l´occidente si traduce in un´ ulteriore azione di destabilizzazione.
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